Comunicazioni del parroco

EMERGENZA CORONAVIRUS

Carissimi parrocchiani,

                                               alla ripresa delle celebrazioni liturgiche, dopo un lungo “digiuno”, ho pensato di condividere con voi alcune riflessioni scaturite durante queste settimane così “inaspettate” e per tanti versi “strane”.

           Il primo pensiero e la preghiera non possono non andare alle vittime di questa pandemia, ai tanti ammalati, a tutto il personale sanitario (e non) che in modo ammirevole da mesi si sta prodigando per la salute di tutti noi  e anche ai tantissimi che hanno garantito i cosiddetti “servizi essenziali”. Nel contempo vorrei ci sentissimo tutti vicini (anche concretamente, come ha subito fattola nostra Chiesa di Bologna con la istituzione del “Fondo S.Petronio”) a coloro che più pesantemente subiscono e subiranno le conseguenze della grave crisi economica in corso , che si preannuncia tutt’altro che breve.

Fatta questa premessa provo a mettere in fila alcuni “punti”, su cui amerei ci potessimo anche confrontare e i tanti altri che sicuramente si possono aggiungere.

  • La pandemia ha innanzitutto messo tutti noi (e tutto il mondo) di fronte alla nostra condizione di fragilità e vulnerabilità; ogni fantasia di “onnipotenza” o “sicurezza” che tante volte ci hanno affascinato si è dissolta molto rapidamente, lasciando spazio spesso solo alla paura e all’angoscia. Forse adesso riusciamo meglio ad accogliere e comprendere parole come “salvezza” e “Salvatore”!

  • Un aspetto evidente di quanto stiamo vivendo è che le nostre vite sono collegate; la cultura dominante, che ci ha condotto ad un forte individualismo, deve lasciare il posto alla constatazione che se ne esce insieme, perché abbiamo bisogno gli uni degli altri. Questa consapevolezza dovrebbe portarci ad una maggiore attenzione, e quindi impegno, nei confronti di quello che la Chiesa chiama  “bene comune”.

  • La “quarantena”, a cui siamo stati costretti, ci ha imposto di fermarci (noi che correvamo sempre), riflettere (noi che spesso non lo facciamo) e d’istinto preferiamo la “distrazione”, ritrovare l’essenziale (ciò che “conta davvero” e dà senso alla nostra vita e al nostro impegno, a cominciare soprattutto dalle persone che abbiamo accanto o che vorremmo accanto), cogliere la preziosità di ciò che abbiamo sempre, anche nella vita di fede (imparando a non darlo per scontato). Implicitamente si è affermato il primato della interiorità, rispetto a quella specie di “Luna Park” in cui sembrava vivessimo, almeno nel nostro mondo. In questo tempo in tanti hanno ritrovato il “gusto” del dialogo con Dio, della preghiera e della partecipazione all’Eucaristia (in streaming o in TV). Dovremo capire come non “disperdere” questo “dono” e capire bene che questo è il “cuore” anche di ogni azione pastorale.

  • Un “frutto” della “sosta” e della maggiore riflessione, oltre alla comunicazione quotidiana della sofferenza e dei disagi arrecati dalla pandemia, ci ha reso più attenti ai più deboli, più solidali 

Molto altro sicuramente si potrebbe aggiungere e mi auguro lo si possa fare insieme, appena possibile. Credo però che possiamo convenire che dobbiamo uscire “cresciuti” e “migliori” da questa esperienza; ritengo che non sia possibile uscirne “neutri”, ma o migliori o…Dio non voglia..peggiori. Ciascuno di noi può verificare per se stesso cosa questo concretamente voglia dire. Amo pensare che come Comunità cristiana possiamo uscire “cresciuti” e riprendere con gioia il cammino comunitario “visibile”, mentre l’altro…non si è mai arrestato.

Vi benedico

don Roberto

 

Carissimi parrocchiani,

                                            stiamo vivendo qualcosa di assolutamente “nuovo” e inaspettato, che ha sconvolto in qualche modo le nostre vite, i nostri “ritmi”, le nostre abitudini e che ci invita a riflettere, per cambiare e preparare ciò che sarà dopo la fine della pandemia.

        Anche la nostra vita parrocchiale in queste settimane è stata profondamente mutata, in buon parte “fermata”, e ci ha portati a concentrarci sulla preghiera, l’ascolto della Parola di Dio, la riflessione e il tentativo di mantenerci in qualche modo “vicini”. Abbiamo dovuto vivere il “primato” di ciò che è interiore rispetto a ciò che è esteriore…ma questo è certamente un aspetto prezioso della “prova” che stiamo vivendo. Ci ha aiutato molto in queste settimane la “guida” del nostro Arcivescovo che ci raccoglie ogni giorno per la preghiera e ci aiuta con la sua predicazione, la sua parola, la sua ricca umanità e vicinanza.

      Per la prima volta, a motivo delle “restrizioni” imposte dalla pandemia, non potremo celebrare insieme la Settimana Santa e questo è un grande sacrificio, ma necessario; noi parroci celebreremo questi giorni santi “a porte chiuse” con la sola presenza dei ministri istituiti. Questa “fatica” ci aiuterà a capire la condizione che vivono i cristiani perseguitati o coloro che vivono in terre in cui, per la scarsità dei sacerdoti, le celebrazioni non sono possibili se non in alcune occasioni.

       Siete pertanto tutti invitati ad assistere (in TV) alle celebrazioni presiedute dal nostro Cardinale Arcivescovo Matteo Maria Zuppi (qui sotto trovate tutte le indicazioni), in attesa di poter celebrare di nuovo nella nostra bella chiesa e di poterci abbracciare con gioia.

           Siate certi che vi sono vicino, e che siete molto presenti nella mia preghiera e nel mio affetto. Vi benedico

             30 marzo 2020                                                                      don Roberto

Carissimi tutti,

                      sto raccogliendo da tante parti un pò di “sconcerto” per la decsione relativa a Domenica prossima e anche per me è la prima volta nella vita che vivo, sia da fedele che da sacerdote, la S.Messa domenicale senza il popolo. Siamo difatti in una situazione “nuova”, imprevista, di fronte alla quale però come credenti dobbiamo mettere in gioco la fede che ci garantisce che il Signore non ci abbandona, è presente e…guida la storia. Se permette questo (certo Lui non lo vuole né, come qualcuno stoltamente dice, ci punisce..al massimo ci corregge) è in vista di un bene più grande. Cerchiamo perciò di interrogarci su cosa questo ci insegna in merito alla vita (la consapevolezza del nostro “limite” e quindi…il “bisogno” di Dio), alla società (lo sviluppo economico da solo non basta; la globalizzazione è certo una ricchezza, ma presenta anche problematiche da affrontare…e molto altro), a ciò che conta davvero (in questo tempo rinunciamo anche a tanti appuntamenti, eventi che..forse..non sono poi così “necessari”…e siamo condotti a privilegiare le persone che abbiamo accanto e ad essere probabilmente più sensibili a chi è in difficoltà), quell’essenziale a cui anche la Quaresima ci invita. Non perdiamo la opportunità della preghiera e dell’ascolto della Parola di Dio…lì troviamo luce, pace e alimentiamo la fede che…sconfigge la paura.

In ogni caso la S.Messa si celebra! I sacerdoti la celebrano…per tutti! Sempre e comunque!

Questo ci aiuta anche a capire quanto ne abbiamo bisogno…senza dare nulla per scontato o automatico e riconoscendone il valore infinito.

Vi abbraccio e vi benedico.

d. Roberto

IN CAMMINO VERSO LA PASQUA        –     QUARESIMA   2020

Carissimi parrocchiani,

                                               il tempo di Quaresima è particolarmente propizio e adatto alla crescita nella vita di fede e si offre, ogni anno, come un’occasione per ritornare al proprio cuore e, dopo essere rientrati in se stessi, fare ritorno  –  come il figlio prodigo  –  al Padre ancora più prodigo in misericordia. La Quaresima è un tempo di preparazione e purificazione. Il riferimento poi all’esempio dello stesso Signore Gesù, che passa quaranta giorni e quaranta notti nel deserto prima di cominciare il suo ministero pubblico, fa di questo tempo un periodo privilegiato di impegno nell’imitare l’esempio del Salvatore non solo nella preghiera e nel digiuno, ma pure nei gesti più semplici e quotidiani improntati alla carità e alla tenerezza. Vi sono due punti di riferimento fondamentali in questo tempo particolarmente sacro: il mistero di Cristo e il mistero dell’uomo. Tutto lo sforzo e l’impegno sta proprio nel rendere possibile una sorta di compenetrazione tra il mistero di Cristo e il mistero dell’uomo in vista di una profonda trasformazione della vita dell’uomo, chiamato a purificarsi ed entrare così in relazione con Dio secondo quanto ci è rivelato nel mistero pasquale di Cristo. La Quaresima rinnova ogni anno per tutti i credenti la possibilità di riandare alle fonti della propria vita di fede e di asportare, mediante l’ascesi e la preghiera, tutto ciò che rischia di otturare i pozzi della grazia (cfr. Genesi 26, 15).

La Chiesa ci introduce in questo viaggio chiedendoci di metterci in fila, l’uno dietro l’altro, per piegare il capo ed essere cosparsi di cenere al fine di aprire il cuore all’unica realtà che non passa e che nessun vento disperde: la prodiga misericordia del Padre. Il viaggio di questo tempo sacro è un vero esodo. L’austero simbolo delle ceneri in cui è significato il nostro essere “polvere” ci ricorda che siamo polvere di stelle a motivo dell’amore misericordioso di un Dio che “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio”.

La Quaresima è certo un tempo di penitenza, ma non di tristezza; è certo un tempo di rinuncia, ma non di musoneria: essa è il tempo della vigilia delle nozze in cui la gioia è vissuta nella forma della trepidazione, della preparazione e dell’abbellimento interiore  (Fratel Michael Davide).

Quindi…..buon itinerario quaresimale!

don Roberto

Benedizioni pasquali   

           Come già sapete, anche quest’anno le benedizioni pasquali si svolgeranno nella “nuova modalità” (scelta fatta a partire da tre anni fa): una metà della Parrocchia (quest’anno si tratta delle famiglie della vie Porrettana -numeri pari dal 336 al 276- e delle vie Turati, Galvani, Canale, Chierici, Ercolani, Don Gnocchi, Andrea Costa, Municipio e Cerioli) verrà visitata in maniera sistematica a partire da lunedì 27 gennaio 2020 (il calendario verrà distribuito a breve); l’altra metà potrà ricevere la benedizione facendone richiesta al parroco, il quale ben volentieri verrà ad incontrarvi e benedire le vostre famiglie. L’anno prossimo le parti semplicemente si invertiranno, in modo che nell’arco di due anni tutte le famiglie possano essere visitate e questo possa essere garantito sempre anche negli anni a venire.

 

Carissimi parrocchiani,

                                          Domenica 3 giugno 2018, al termine della S.Messa della Festa della Famiglia, abbiamo benedetto e inaugurato la nuova sala parrocchialeDon Carlo Marzocchi“, dotata anche di apparecchiature audio-video. La sala sarà utilizzata per le attività giovanili e oratoriali e per le altre iniziative parrocchiali. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alle ingenti spese e…a coloro che contribuiranno.

    Il Signore vi benedica

                                                                          don Roberto Mastacchi

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                C.F. 92015720375         

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